Voglio fare la wedding planner, prima o poi…

 

Voglio fare la wedding planner è diventato il sogno italiano, nel :

“prima mi sposo e poi voglio fare la wedding planner”.

Prese nell’organizzazione del proprio matrimonio, moltissime future spose si riuniscono in community dispensando e ricevendo consigli da altre future o neo spose. L’intento dei gruppi parte, di solito, da uno spirito collettivo di condivisione delle idee con quell’atteggiamento positivo nel donare i propri suggerimenti per confrontarsi, mettersi in discussione e imparare quello che ancora non si conosce o si intende approfondire.

Spesso purtroppo questo non succede e la community diventa il contenitore di consigli approssimativi e personali fino ad arrivare allo scontro di opinioni ricercando approvazioni altrui in cui litigarsi il titolo di “reginetta”.

Si vedono pubblicate foto di abiti, scarpe, acconciature come sulla passerella di una sfilata.

Si leggono commenti sullo sfoggio di strabilianti capacità per aver trovato la location dei propri sogni ed il catering d’eccezione che, mettendo a disposizione un tutto compreso di allestimenti, ha miracolato i futuri sposi con un risparmio incredibile.

Si stabiliscono parametri di prezzo sul fornitore, sul costo dei fiori, sul prezzo del menù, un continuo costa tanto o costa poco senza avere cognizione dell’effettivo valore che riconduca al costo efffettivo per il risultato che si vuole ottenere.

Un mercato virtuale in cui comprare al kg senza conoscere la provenienza della merce, la durata e l’affidabilità del fornitore

Bisognerebbe solo riflettere sul fatto che nessun fornitore sarebbe così pazzo da proporsi con un prezzo fuori dal mercato. Se il costo è maggiore, potreste considerare il fatto che il suo valore, le sue capacità e quindi l’offerta che vi propone è sicuramente di un livello più alto rispetto ad un altro che svende una professionalità che non ha.

E allora pensate seriamente alle vostre aspettative considerando che le vostre colleghe spose non sono esperte del settore, ma come voi, sono alla prima esperienza….

Diffidate di chi ha sempre la verità in tasca, di chi si professa altamente creativa da essere perfettamente in grado di organizzare il proprio matrimonio, non fermatevi su una simile banalità. Chi fa veramente la wedding planner ha altre priorità fondamentali da considerare che trovare il fiocchetto giusto per il vostro centrotavola.

E poi ci sono le spose alla continua ricerca dell’approvazione altrui, spesso inconfessata, si sentono indignate se non ricevono gli applausi e il consenso dell’agorà di facebook, rispondendo indispettite con le consuete frasi di rito: “basta piaccia a me”.

Basterebbe pensare che tutto è soggettivo quando si parla di gusti e preferenze, senza nessuna regola che imponga il bello o il brutto, mentre sarebbe saggio soffermarsi sul “perchè” ho deciso di scegliere un abito piuttosto che un altro, una location in campagna piuttosto che una villa principesca, un fiore campestre o un’orchidea….

Succede che in questo modo prendiamo decisioni in base a ciò che pensiamo di sapere. Le supposizioni e le verità percepite influenzano il nostro comportamento. Ma il nostro obiettivo è quello di prendere delle decisioni giuste e consapevoli. Le possiamo ottenere solo ponendoci le domande giuste:

-perchè lo voglio

-che cosa voglio

-come lo  voglio ottenere

“Voglio fare la wedding planner, prima o poi…ma nel frattempo quando ci sarà il mio matrimonio, io mi farò da wedding planner”

Spesso in queste community leggo future spose che parlano dell’inutilità del wedding planner, o del costo, a parer loro eccessivo, ma poi, dopo il loro matrimonio vogliono diventare wedding planner.

Mi viene in mente la frase di una canzone: ” Tutti con il numero 10 sulla schiena e poi sbagliamo il rigore”

Tutti che si credono competenti e parlano a caso.

Senza un’effettiva conoscenza, si può credere a chiunque, perfino convincersi della verità che ci vogliamo raccontare.

Una delle più belle frasi mai esistite è “io so di non sapere” come consapevolezza e responsabilità di una non conoscenza per condurci alla ricerca della competenza.

Ma se non ti importa di non sapere, allora ti si spalanca davanti la prateria della credulità.

Una sposa wedding planner è una pessima sposa

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